Pillole

Cari fratelli in Cristo,
nel Principio e Fondamento degli Esercizi spirituali, sant’Ignazio ci ricorda che l’uomo è creato per lodare, riverire e servire Dio nostro Signore e, mediante questo, giungere alla salvezza. Tutte le altre realtà create sono poste a servizio di questo fine e devono essere accolte tanto quanto ci aiutano a raggiungerlo, e lasciate tanto quanto ce ne allontanano.
Non tutto ciò che ci piace ci conduce a Dio. Non tutto ciò che possediamo ci è davvero utile. Non tutto ciò che desideriamo merita di essere trattenuto. Esistono cose buone che, amate senza ordine, possono diventare catene; esistono rinunce dolorose che, accolte nella fede, possono restituirci la libertà.
Sant’Ignazio chiama questa disposizione indifferenza. Non è freddezza, apatia o disinteresse. È la libertà interiore di chi non pretende di imporre a Dio le condizioni della propria sequela. È il cuore che non sceglie anzitutto tra salute e malattia, ricchezza e povertà, onore e disonore, vita lunga o breve, ma cerca ciò che maggiormente conduce al fine per cui è stato creato.
Questa indifferenza è difficile, perché noi non ci limitiamo a usare le cose: spesso permettiamo alle cose di possederci. Un ruolo, un riconoscimento, un affetto, un progetto, perfino una forma di servizio ecclesiale possono diventare così importanti da occupare il posto di Dio.
A quel punto non serviamo più il Signore attraverso quelle realtà: cominciamo a servirle usando il nome del Signore.
Il discernimento ignaziano ci pone allora una domanda severa: ciò che desidero mi rende più libero per amare, servire e seguire Cristo, oppure mi rende più dipendente dal bisogno di possedere, apparire, controllare ed essere riconosciuto?
Non siamo chiamati a disprezzare la creazione, ma a usarla secondo il suo vero ordine. Non siamo chiamati a rinunciare a tutto indistintamente, ma a non trasformare nulla in un idolo. Le cose devono condurci a Dio; quando pretendono di sostituirlo, devono essere rimesse al loro posto.
La libertà cristiana non consiste nel poter scegliere qualsiasi cosa.
Consiste nel non essere posseduti da nulla.
Accogliere tanto quanto conduce a Dio.
Lasciare tanto quanto allontana da Lui.
E desiderare, scegliere e servire ciò che maggiormente conduce alla Sua gloria.