Pillole

Cari fratelli in Cristo,

oggi vorrei condividere con voi una riflessione sul timore di Dio.

La parola “timore” può facilmente trarci in inganno. Possiamo pensare a una paura servile, al terrore davanti a un Dio pronto a schiacciarci appena compiamo un passo falso. Ma questa non è la vera comprensione cristiana del timore di Dio.

Il timore di Dio non è il panico dello schiavo davanti al padrone, ma il santo tremore del figlio davanti al Padre. Non nasce dalla disperazione, ma dall’amore. Non ci allontana da Dio, ma ci rende consapevoli della Sua grandezza, della Sua santità e della nostra fragilità.

Oggi si parla molto, giustamente, della vicinanza di Dio, della Sua misericordia, della Sua accoglienza e della consolazione che Egli dona all’anima. Tutto questo è vero. Ma diventa pericoloso quando viene separato dalla verità della Sua santità e della Sua giustizia. Se dimentichiamo questo, rischiamo di ridurre Dio a una presenza comoda, a un amico qualsiasi, a qualcuno che conferma sempre e non converte mai.

Dio è Padre, è amore, è misericordia, è vicino, ma resta il Santo, fonte di ogni santità, bontà e giustizia.

Per questo dobbiamo convertire il terrore in vero timore. Non dobbiamo vivere nella paura di essere distrutti da Dio, ma nel santo timore di perderlo, di offenderlo, di ferire l’amore del Padre con il nostro peccato e la nostra superficialità.

Il timore di Dio nasce quando l’anima, posta davanti alla Sua santità, riconosce la propria povertà. Davanti a Lui comprendiamo di essere fragili, peccatori, bisognosi di misericordia e di conversione. Non tremiamo perché Dio è crudele, ma perché Dio è santo e noi non vogliamo separarci da Lui.
Viviamo dunque non nel timore dello schiavo davanti al padrone, ma nel timore del figlio che ama il Padre e non vuole ferirne il cuore.

Perché il vero timore di Dio non spegne l’amore: lo custodisce.